Chi riceve il nostro sangue
 

Pazienti sottoposti ad intervento chirurgico: nel corso di qualsiasi intervento può diventare necessario, a giudizio del medico anestesista e dei chirurghi, trasfondere al paziente globuli rossi concentrati e/o plasma e/o talvolta piastrine. Ci sono interventi più "a rischio" emorragico (per esempio in cardiochirurgia, in trapiantologia, nei grossi interventi addominali, in neurochirurgia); in previsione di un intervento di questo tipo si può consigliare al paziente l'autodonazione, ossia il prelievo, da eseguirsi prima dell'operazione se le condizioni cliniche lo consentono, di una o più sacche del proprio sangue. 

Questo sangue viene somministrato al paziente stesso, in caso di necessità, durante o dopo l'intervento. La pratica dell'autodonazione è consigliabile quando sussistono le condizioni per eseguirla: possibilità di programmare l'intervento (quindi non nei casi d'urgenza), buone condizioni generali del paziente, valori di emoglobina superiori a 11 mg/dl; così il paziente ricevendo il proprio sangue consente di risparmiare quello proveniente dalle donazioni che viene quindi indirizzato verso altri riceventi, ma soprattutto tutela maggiormente la propria salute.